Scultura bassorilievo di Giacomo BUZZI-RESCHINI
Scultura bassorilievo,
di Giacomo
BUZZI RESCHINI,
Ritratto di notabile.
Fonderia Amilcare Menzio.
Torino, Metà Novecento
di Giacomo
BUZZI RESCHINI,
Ritratto di notabile.
Fonderia Amilcare Menzio.
Torino, Metà Novecento
ORIGINE
Torino
PERIODO
Metà Novecento
AUTORE
Giacomo BUZZI RESCHINI
(Viggiù, 25 settembre 1881 – Torino, 4 agosto 1962)
Figlio di Vincenzo, artigiano marmista, si recò giovanissimo a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, che lasciò presto per aprire uno studio in proprio. Nel 1909 presentò all'Esposizione di Belle Arti di Torino le opere Non omnis moriar, Vana attesa e Stella alpina, quest'ultima acquistata dal re Vittorio Emanuele III. All'Esposizione torinese del 1911 ottenne una medaglia d'oro per due gruppi equestri. Ripresa l'attività dopo la prima guerra mondiale, ricevette numerose commissioni e strinse rapporti di amicizia con Canonica, Calandra, Bistolfi, Pogliaghi e il concittadino Enrico Butti. Tra le opere principali: la statua dell'Immacolata in travertino di cinque metri per il palazzo del Governatorato della Città del Vaticano (1928), i monumenti di San Cirillo e San Metodio nel Collegio Boemo a Roma, il Supremo Giudizio nel Cimitero Monumentale di Milano (distrutto nei bombardamenti del 1943), L'ultimo bacio per il cimitero di Vercelli, le statue dei Quattro Profeti per la facciata della chiesa dell'Annunciata di Torino. Tutta la sua produzione è caratterizzata da una tematica di ascendenza romantica e da uno stile ancorato alle correnti veriste e puriste ottocentesche. Donò in vita alla città di Viggiù la propria gipsoteca e numerose opere, raccolte in un apposito edificio da lui fatto costruire.
(Viggiù, 25 settembre 1881 – Torino, 4 agosto 1962)
Figlio di Vincenzo, artigiano marmista, si recò giovanissimo a Torino per frequentare l'Accademia Albertina, che lasciò presto per aprire uno studio in proprio. Nel 1909 presentò all'Esposizione di Belle Arti di Torino le opere Non omnis moriar, Vana attesa e Stella alpina, quest'ultima acquistata dal re Vittorio Emanuele III. All'Esposizione torinese del 1911 ottenne una medaglia d'oro per due gruppi equestri. Ripresa l'attività dopo la prima guerra mondiale, ricevette numerose commissioni e strinse rapporti di amicizia con Canonica, Calandra, Bistolfi, Pogliaghi e il concittadino Enrico Butti. Tra le opere principali: la statua dell'Immacolata in travertino di cinque metri per il palazzo del Governatorato della Città del Vaticano (1928), i monumenti di San Cirillo e San Metodio nel Collegio Boemo a Roma, il Supremo Giudizio nel Cimitero Monumentale di Milano (distrutto nei bombardamenti del 1943), L'ultimo bacio per il cimitero di Vercelli, le statue dei Quattro Profeti per la facciata della chiesa dell'Annunciata di Torino. Tutta la sua produzione è caratterizzata da una tematica di ascendenza romantica e da uno stile ancorato alle correnti veriste e puriste ottocentesche. Donò in vita alla città di Viggiù la propria gipsoteca e numerose opere, raccolte in un apposito edificio da lui fatto costruire.
MATERIALI
Bronzo
DIMENSIONI
Ø 43 cm ca
Profondità 7 cm
Profondità 7 cm
CONDIZIONI
Perfette. Valutare attraverso le foto allegate.
SPEDIZIONE
Spedizione gratuita in Italia.
Il costo delle spedizioni all'estero sarà calcolato in fase di check-out.
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